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Trapani, il sondaggio

Ieri abbiamo lanciato il sondaggio sul voto del 10 giugno. Oggi, nell’approfondimento, l’analizzeremo. 

Trapani
Nei nostri studi, la brava Caterina Loria ha anticipato l’ultimo sondaggio, prima del silenzio che scatterà domani. La BG Comunicazioni, su un campione demoscopico rappresentativo degli aventi diritto, ha analizzato l’affluenza, le preferenze nei sessi, il disgiunto e soprattutto le percentuali sui candidati sindaci e liste al 21 maggio. Chiaramente, sono stati questi ultimi due a tenere banco sui social una volta diffuse le percentuali. Sui candidati primi cittadini abbiamo deciso di non rilevare nei dettagli i numeri per non influenzare i trapanesi, tracciando tuttavia il trend nelle intenzioni di voto; nessuna sorpresa: Tranchida è molto avanti, così come tutti gli addetti ai lavori pronosticavano in queste settimane, con buone probabilità di sfondare al primo turno. A contendersi un eventuale ballottaggio l’avvocato Galluffo ed il grillino Mazzonello; i 5 Stelle ed il loro padre-padrone in città potrebbero avere l’ennesima delusione: il senatore Santangelo, infatti, ha imposto, dopo il flop dello scorso anno, ancora una volta un suo fedelissimo senza comunarie nonostante i tanti mal di pancia dei militanti. Il rischio è quello di attestarsi 30 punti sotto il successo delle politiche. Ma la cosa clamorosa sarebbe, in controtendenza a tutte le amministrative pregresse, che l’ex addetto stampa del parlamentare raccoglierebbe meno voti della lista. Tanto per capirci: l’anno scorso Maltese prese 5 punti in più così come Angileri a Marsala 3 anni fa. Insomma, se così fosse, una disfatta. Quasi tutte le liste nel sondaggio, comunque, galleggiano intorno al 5%, quindi in predicato di superare lo sbarramento ma altrettanto di restare sotto. L’unica eccezione, in negativo, è la Lega; Giglio fa la sua onesta corsa ma rischia di fare la stessa magra figura del suo rappresentante provinciale a Marsala, Armato, con percentuali da prefisso telefonico. Ad onor del vero, se così fosse, non potrà che condividere la sconfitta con i suoi principali sponsor, ad iniziare dell’ex deputato Marrocco e da scelte probabilmente poco credibili come quella di indicare assessore Vito Forbice in un progetto politico di destra quando lo stesso medico alle scorse regionali era in predicato di candidarsi con la lista Crocetta. Scelte confuse che sembrano pagare dazio. Bene, visto le armi a disposizione, Bologna; cioè, solo contro tutti. Viaggia ad onorevoli percentuali ed addirittura per la BG Comunicazioni la lista potrebbe superare lo sbarramento. In pochi ci scommettevano. Come da previsioni, dalle parti di Tranchida, Demos e Amo Trapani primeggiano; quest’ultima, in verità, ha ben altre aspettative nei suoi leader. Lo stesso Peppe Guaiana ha detto più volte che 5 mila voti sono alla portata. Quindi, il 10%, non sarebbe un gran risultato per Mister Preferenze, forse non più tale a questo giro. I tanti candidati di destra in lista, compreso l’ex fedelissimo del Senatore D’Alì ed il gruppo del sindaco di Custonaci Bica, addirittura nel direttivo regionale di Diventerà Bellissima, potrebbero non essere capiti in questa svolta a sinistra; anche con la foglia di fico del civismo. Se così fosse, l’ennesima delusione per Guaiana in pochi mesi, dopo il ritiro dalle regionali e la barzelletta “dell’Assessore indicato” prontamente scoperta il giorno dopo l’elezione di Musumeci. Ad ogni modo, il vincitore incontrastato sarebbe uno solo: Giacomo Tranchida. Avrebbe una marea di voto disgiunto in più della coalizione, risultato mai riscontrato sul territorio, in queste percentuali, da quando è stato introdotto. Ma di condizionali ne abbiamo usato fin troppi; l’11 giugno gli elettori ci daranno il responso.